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Udinese-Milan

 

Udinese – Milan:

 

Partita del Cuore, come sosteneva la stampa. Finalmente l’Udinese incontra in casa una primadonna calcistica, anche se oggi viaggia a modesti livelli calcistici. Il Milan, come l’Inter e la Juventus, con tutto il rispetto per loro (segnano da fuori gioco,rigori dati solo a loro…)

hanno solo un beneficio d’inventario, le differenze dei valori espressi come realtà monetizza te che nulla hanno a che vedere ne possibile raffrontare con quelli dell’Udinese, la quale ha nel Paron  G. Pozzo (industriale e manager calcistico)  il socio di maggioranza, a differenza delle prime che attraverso pubblicità,sponsor, partecipazioni di banche e Aziende ecc…non esclusa Mediaset e Fininvest del Presidente del Milan Berlusconi….!… (panem et circen ses, dicevano gli antichi Romani, unico sistema per giustificare l’arricchimento giusto o no del ricco e la fame sempre peggiore del povero…). Scusate non è anche Presidente del Consi glio e non si era detto che ….il conflitto di interessi ?… .Lui può altri no?. Strana giustizia e  più strano modo di considerare l’equità – formale e sostanziale. Ecco le cose che l’Udinese non può fare, benché abbia dimostrato di essere una delle migliori scuolette di calcio in Italia, malgrado l’Atalanta dal lato strutturale per i giovani calciatori abbia qualcosa in più e, su questo anche l’Udinese dovrebbe darsi una mossa,magari interessando la Regione che ha tutto l’interesse, anche economico ad avere una Squadra di serie "A", di più il blasone Regionale più antico  o tra i più antichi in quanto società e Squadra calcistica, nata nel 1893 se memoria non inganna o giù di lì. Tralasciamo la rapina occorsa a favore del Milan nel 1954 anno in cui l’Udinese aveva vinto il suo primo unico scudetto, retrocessa poi grazie a opere scandalistiche inesistenti del solito Milan, cortesia tuttavia restituita al Milan nello stesso modo se memoria  non inganna nel 1978 o giù di lì. Questi i precedenti dell’Udinese .

Da oltre un ventennio ora è ottimamente gestita dal precitato Presidente G. POZZO che ha modificato radicalmente diventando un modello non solo in Italia di gestire una Azienda e Società Calcistica.

 

Rientrando nel nostro quest’anno l’Udinese era partita in quarta come si dice, era al secondo posto in classifica, giocando un ottimo calcio. Poi per motivi noti o meno la forma fisica e mentale dei giocatori è cambiata. Troppe le ingiustizie arbitrali rimaste impunite, ma per quanto riguarda il crollo improvviso, oltre a sempre possibili fattori concorrenziali e/o di "spogliatoio" come si suole dire, di livello antagonistico tra giocatori o di piccole remore scaturite, in quanto a giocare erano sempre gli stessi giocatori in pratica, sia in Coppa It. che in Campionato,così come in Coppa Uefa dove è passata di turno, anche se… .

Certo è che sia per lo stress patito che per altro, fare giocare sempre gli stessi allorquando si dice che la disponibilità è di 42 elementi, appare illogico,anche se è l’allenatore a dover disporre e le sue scelte vanno rispettate, fino però a un certo punto,ora siamo al punto fatidico della probabile rottura del giocatolo che era troppo bello per esistere, grazie anche al sacrificio fatto dalla Società per tenersi stretti giocatori di alta qualità come A. Di Natale, Quagliarella, ora Inler se rimarrà. Questa in realtà la terna dei migliori assieme a Isla, a D’Agostino, queste tre ultime chiamate a reggere il reparto di Centrocampo con forse troppo impegno, richiesto agli stessi elementi. Stanchezza,stress, fatica psico fisica unita anche forse a una reazione negativa alle critiche per il crollo. La difesa era tra le migliori all’inizio e non si capisce perché ora non solo non regge,ma a turno un difensore abbandona il proprio posto squinternando la situazione e favorendo azioni da gol. Bisogna anche dire che ci sono troppi giocatori troppo giovani,carenti di esperienza alla quale l’età dovrebbe consentire per contro maggior scatto, velocità a compensazione della mancanza di esperienza. La caduta repentina che ha visto nel girone iniziale con partenza alla grande per circa metà girone e la caduta improvvisa poi a partire da Firenze prima e con la Roma poi(confermata la crisi…), non si giustifica. Ben 7 le partite perse sia in casa che fuori,la migliore difesa del Campionato è divenuta una tra le peggiori, il centrocampo non esiste più, solo l’attacco ha retto bene, ma se la Squadra non funziona, il solo attacco è troppo poco. L’ottimo portiere Handanovic non viene più coperto e non si vedono più le grandi parate dell’inizio. L’attacco poco servito,solo Inler ha gli "attributi …la sagacia e la volontà mista a amor proprio"ancora, anche se ridotti rispetto all’inizio. L’unico a portare palla è stato lui. Tra infortuni e altre "disgrazie (una espulsione per reazione nervosa..) occorsa a Di Natale lo ha tenuto fuori per diverse partite. Gli altri giocatori non venivano utilizzati o erano del tutto sotto utilizzati, vedi Obodo ecc… giocatori che non brillano più come un tempo,forse per mancanza di gioco. Con 42 giocatori,come si dice, dovrebbero esserci le due Squadre complete di riserve "in abbondantiam…". Si dice che l’allenatore Marino per quanto conosciuto sia un bravo allenatore, come mai allora ci chiediamo è accaduto quanto sopra detto. Come mai questo crollo che neanche lui accenna a giustificare e a spiegare,malgrado che il Paron Pozzo insista nel dargli fiducia che ci auguriamo possa essere ben accreditata oltre che accettata da tutti, Squadra inclusa. Ogni giocatore deve alternarsi lasciando spazio ad altri a turnazione,di modo da eliminare sacche di malcontento e eccessi di fatica in alcuni,mentre altri stanno solo a guardare. Il destino della Squadra riguarda tutti,crediamo.

Mele marce: si tirino le somme senza ripensamenti e subito. Tutto questo lo deve fare chi conosce bene a frequenta l’ambiente. Possiamo confidare nel fatto che Marino conosca i giocatori anche sotto il profilo caratteriale e psicologico, in quanto questa valutazione è primaria oltre che essenziale ?. Noi speriamo di si, ma lo dimostri nei fatti, facendosi ubbidire e rispettare, cambiando anche l’allenamento ove occorra. Rispetti anche il turnover, non può dire infatti di non avere giocatori, Sappia pretendere il giusto da ogni elemento, il quale per giocare a calcio ha un signor contratto anche con l’Udinese,anche se altri forse pagherebbero meglio,ma sia ben chiaro che le grandi società: o rendi o ciao… .- Mentre a Udine anche la tifoseria ti lascia vivere, nessuno tira per la giacca. Quindi ripaghino con la stessa moneta e chi non è attaccato alla maglia se ne vada, chiunque esso sia. Quanto accaduto ha il sapore della vergogna e ne sono responsabili anche quei giovani che si credono arrivati(difesa) mentre hanno tanta, tanta- troppa strada ancora da fare, per progredire non per arrivare al deposito,come credono loro. Si comportino da professionisti e siano responsabili come tali, non ragazzini immaturi secondo altre congetture. Nessuno è nato professore nel mondo pallonaio, di più tutti da bambini hanno giocato a pallone,altro lavorare e saperlo fare. Bisogna essere chiari.

Non crediamo che questi ragazzi abbiamo problemi fisici o scarsità polmonare,altrimenti perché hanno deciso di darsi allo sport e la Società perché li avrebbe presi?. Se quest’ultima ha riposto la giusta fiducia,perché non viene ricambiata con la stessa moneta da parte degli interessati?. Potrebbe non avere torto nemmeno Giacobini da ex allenatore """ ci sono 4 o 5 mele marce da cambiare- tanto a Telefriuli, se vero ognuno ne tiri le somme,se non vero allora lo si dimostri. Le eventuali mele marce,non vanno però premiate con trasferimenti premiali, piuttosto vanno eliminati dal giro del calcio, in quanto anche la Società ha un carisma e una personalità rappresentativa di tutto il Friuli. Significa che i Friulani non vanno traditi. Una squadra non può durare solo una decina di partite poco più o poco meno. Ovvero si faccia fare loro l’allenamento da Pittini (ferriera) o in montagna con pala e picco a 5 euro ora o poco più, poi ne tirino le somme.

 

Questa partita,giocata in casa contro il Milan era partita alla grande, l’Udinese sembrava prevalere con una certa facilità,ha avuto azioni da gol dove ha sbagliato troppo, fosse andata in vantaggio la partita sarebbe cambiata forse. Il Milan si stava preoccupando,poi la solita difesa che si scopre e verso fine tempo il primo gol del Milan, con gli errori macroscopici della difesa dell’Udinese. Nel secondo tempo l’Udinese scoordinata, lenta, macchinosa non si è vista più e letteralmente scomparsa, oscurata da un piccolo Milan che forse era venuto a Udine prima dello stop Natalizio per rinfrancarsi psicologicamente,infatti ha vinto per 5 a 1, quest’ultimo gol bandiera del solito Di Natale. Quagliarella e Isla infortunati, pestati dai modesti eroi di questo Milan, forse forte più nella busta (in funzione stipendiale non altro…)che in campo. Peccato, ma questa Udinese finita al 15° posto, speriamo si riprenda da subito alla ripresa del Campionato, altrimenti se scende ancora o permette a altri di risalire la china, rischia di ritrovarsi negli ultimi posti e allora,sarebbe in gioco solo la salvezza di più stentucchiata magari. In tal caso questi giocatori che si erano tanto vantati all’inizio del Campionato di essere forti, sappiano che appartengono a una realtà di normale spessore, una Squadra normale la quale se gioca a buoni livelli gioca da serie A altrimenti,Dio non voglia ma si tratta di tutt’altra cosa. Quindi gli illusi di essere qualcuno si ravvedano,scendano a terra e si mantengano con la testa e i piedi a terra, vantandosi meno, piuttosto in tutta modestia ritornando a giocare un calcio corale di buon livello, l’unità oltre all’umiltà della Squadra permettono cose che a altri sembrano impossibili. Diciamo ancora una volta a questa Squadra forza e coraggio, la incitiamo ancora non volendo, malgrado tutto credere alle peggiori delle ipotesi. Ci rimettiamo infine nelle mani della Società e della Proprietà al fine di migliorare questa platea di giocatori magari piazzando quelli buoni ma non utilizzati altrove ed acquistando qualcosa di valido ed esperto per il rinforzo. Validità ed esperienza che non significano a forza , grandi sacrifici economici. Dipende dalle scelte fatte dalla società,scelte comunque da rivedere e studiare eventualmente per un prossimo futuro. Non si tocchi l’attacco ne si ceda Inler, per carità. Per il resto veda e provveda chi ha le competenze e la responsabilità, magari parlando chiaro alle tifoserie. Mettendo in chiaro tutto.

 

Che alla ripresa il ritiro di Roma possa essere proficuo e che finalmente l’Udinese rinasca già dalla partita contro la Sampdoria.

 

Siamo convinti che l’Allenatore possa sentire il peso delle responsabilità che gli competono e si dia di conseguenza una forte mossa positiva, anche nei cambi e il momento degli stessi.

 

Le punte nelle prime 10 giornate hanno viaggiato a una media di due gol a partita, la difessa oggi imballata, era tra le meno "sforacchiate", il Centrocampo e la fisarmonica funzionavano,oggi molto meno, troppo disordine e scoordinamento in campo. Altro che gioco sistematico…o modulare si voglia… non esiste nulla e questo preoccupa . Deve cambiare e da subito.

 

I Migliori Auguri che ci auguriamo densi di soddisfazioni a tutti.

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